Michele Trecca2023-07-18T16:40:31+02:00

Everybody needs some book to love

Javier Cercas,
Il castello di Barbablù

Il castello di Barbablù, nuovo romanzo di Javier Cercas, terzo con protagonista il poliziotto Melchor Marin, corre ancora una volta a ritmo serrato sul confine stretto fra giustizia e vendetta: dove finisce l’una e dove comincia l’altra? Quando la forza degenera in violenza? Se lo Stato è impotente, è giusto che dei singoli si sostituiscano ad esso? Le leggi della morale sono interpretabili o incontrovertibili? Quanto incidono i comportamenti individuali nel funzionamento delle istituzioni? Quel poco che ognuno può fare è niente o è tanto? […]

Gino Strada,
Una persona alla volta

La vita e la morte. La guerra e la pace. Tutto in un unico oggetto, «una specie di farfalloni verdi», sembrano giocattoli, sono mine esplosive fabbricate con l’intento specifico di colpire i bambini. I soldati sanno, le riconoscono, non le raccolgono. I bambini pensano a un dono. Sono curiosi. Le prendono e ci giocano. Insieme. […]

Vasilij Grossman,
Stalingrado

Stalingrado di Vasilij Grossman è senza dubbio un capolavoro. Per varie ragioni. Prima di tutto la sua monumentalità storica. Stalingrado è la verità profonda (quella umana dei sentimenti) di una pagina fondamentale del nostro passato prossimo: la battaglia che dall’estate del 1942 oppose in quella città (oggi Volgograd) l’esercito tedesco a quello sovietico e rovesciò le sorti della guerra avviando la fine della potenza nazista. […]

Javier Marías,
Tomás Nevinson

«Il solo passo che costa è il primo.» Gli altri sono obbligati. Nell’inizio è il nostro destino. Vale anche per un romanzo. Marías, infatti, capitolo per capitolo svolge fino in fondo assunti e premesse mostrandone sviluppi e implicazioni in modo magistrale, con plastica e sontuosa evidenza. Tomás Nevinson (che dà il titolo al romanzo) è il marito di Berta Isla, protagonista del precedente e omonimo romanzo di Marías. Dunque, un dittico. […]

Michel Houellebecq,
Annientare

Leggere è vivere tante vite. Leggere Annientare di Michel Houellebecq è  guardare in filigrana quella che abbiamo sotto gli occhi. Per esempio, come giudicare un atto terroristico che, senza toccare le persone, con mirabile perizia colpisce ciò che ti è intollerabile? Resta ferma la condanna, oppure, in filigrana… […]

Mario Desiati,
Spatriati

Ne La grande cecità Amitav Gosh cita queste righe di Heidegger: «Nell’angoscia, noi diciamo, uno è spaesato. Ma dinanzi a che cosa v’è lo spaesamento e cosa vuol dire quell’uno? Non possiamo dire dinanzi a che cosa uno è spaesato, perché lo è nell’insieme». Mario Desiati ha intitolato il suo nuovo romanzo Spatriati, che è accrescitivo di spaesato e nella lingua di Martina Franca, sua città natale in Valle d’Itria, significa: «Ramingo, senza meta, interrotto, detto del sonno che si interrompe… Anche balordo, irrisolto, allontanato, sparpagliato, disperso, incerto…» […]

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