Sempre chiaro agli occhi è l’orizzonte, così il confine tra bene e male, ma se li cerchi non li trovi, perciò vivi, navighi e non sai mai se sei di qua o di là. Chissà dov’è la verità. Con L’ultimo colpo Don Winslow più ti avvince più ti confonde. Spieghiamo. Prima, però, gioiamo. I sei racconti di questo libro sono un fuori programma. Infatti, dopo la  trilogia Città in fiamme, Città di sogni e Città in rovine, splendida rivisitazione dei poemi di Omero e Virgilio, Don Winslow aveva annunciato il ritiro dalla scena letteraria e invece rieccolo, alla grande. Una sorta di bis a grande richiesta.

  • L’ultimo colpo per John Highland è una necessità, morale e sentimentale. Deve farlo. È fuori su cauzione, entro un mese la sentenza ufficiale. Recidivo, al terzo reato grave. Venticinque anni, già lo sa. Ne ha sessanta, dalla galera uscirà solo morto, di vecchiaia, oppure prima, ammazzato. E Jewel, sua moglie? «Con la vita che le ho fatto fare, il minimo che le devo è assicurarmi che invecchi in casa sua. Magari incontrerà qualcuno, faranno passeggiate sulla spiaggia, giocheranno a pickleball, faranno birdwatching, o che so io.» John è un criminale, questo è certo, ma siamo sicuri di poter scagliare la prima pietra? C’è davvero tanto di meglio in giro? John non ha più voglia di fuggire: «A un certo punto, accetti ciò che la vita ti offre». Noi speriamo che gli riesca, l’ultimo colpo, quello per garantire un futuro tranquillo a sua moglie. E voi?

In carcere il gioco è duro, se non sei un duro sono guai seri. Ne sa qualcosa Doug. Quel «coglione» del cugino Chrissy l’ha fatta grossa: si è sbronzato e ha investito una ragazza. L’ha uccisa. Doug gliel’aveva detto tante volte: quando sei messo così non prendere l’auto, chiamami. E che fai, vieni a prendermi con l’auto di pattuglia? Anche. E già, perché Doug è un poliziotto. La sua aspirazione da sempre, una vera passione. Stimato da tutti. Ha un futuro. Sta per essere promosso, ma Chrissy è un fratellino e non è affatto cattivo, zia Janine è un’altra mamma. John sente che deve fare qualcosa. Dieci anni di galera Chrissy non li regge, dentro se lo mangiano, a meno che… non venga assegnato all’ala nord (L’ala nord, titolo del racconto), quella dei grossi calibri, più che carcerati ospiti di riguardo, ma per avere quel favore c’è un prezzo da pagare, una raccomandazione, una compromissione. Che farà Doug? Dilemma morale. Butterà all’aria la sua vita per salvare quella di Chrissy? Vedremo.

  • Nick ha due genitori svalvolati, tardo hippies narcisisti ed egocentrici. Tocca a lui provvedere alla sorellina, e pure rimediare i soldi per andare al college e raddrizzare la propria vita. Allora Nick si arrangia con La Lista della Domenica, cioè consegna a domicilio liquori a «coloro che non hanno fatto provviste in anticipo o non si sono ubriacati il sabato sera» perché in tutto il Rhode Island «nel giorno del Signore non si vende alcol» ma, grazie a Nick e alla sua solerzia di rider un po’ così, per «i festaioli più accaniti, i bevitori seri e gli alcolisti incalliti… quella che poteva essere una domenica difficile torna a essere una bella giornata». Insomma, non sarà un chierichetto, ma Nick è un bravo ragazzo e si fa amare, da tutti gli sbevazzoni di Rhode Island e anche dai lettori. O no?

Brittany McVeigh è «una divetta alcolizzata, drogata e promiscua, che non ha riguardo per nessuno se non per se stessa, e un livello di presunzione che farebbe arrossire la famiglia reale britannica. E lo dice uno che lavora a Hollywood». Verissimo, ma in tutti c’è una crepa e da lì entra la luce. Don Winslow lo sa e di Brittany ti fa innamorare perché sa raccontarti le sue fragilità. C’è uno stalker che la minaccia. Dave, che fa surf ne La pausa pranzo, è nella squadra che deve proteggerla. Sembra un film già visto, la diva e la guardia del corpo, Whitney Houston e Kevin Costner… e invece è un crescendo sentimentale di una dolcezza mozzafiato che, come a Brittany dopo la sua prima volta con la tavola da surf nell’oceano, fa provare anche a chi legge «la sensazione che esista qualcosa di più grande di lei, molto più grande, capace di abbracciarla e mostrarle un po’ di grazia e bellezza».

Con sontuosa sinteticità sintattica – frasi brevi (spesso nominali) ma dense di rigorosa ricchezza informativa, vibrante sonorità e dinamismo narrativo – Don Winslow ha dato pienamente corpo alla citazione in esergo, Sonetto 124 di Shakespeare:

«Convoco a testimoni / i giullari del Tempo / Che muoiono nel bene / Che han vissuto nel crimine». Le storie dei giullari di questo libro lui le chiama Collisioni, titolo dell’ultimo racconto. Noi le chiamiamo cortocircuiti, ovvero, parafrasando la fisica: guasto esistenziale pericoloso che si verifica quando due realtà di diversa portata morale entrano in contatto fra loro. «Collisioni tra ciò che vogliamo essere e chi siamo. Tra ciò che vogliamo e ciò che non vogliamo. Tra sogni e realtà. Tra desideri e bisogni, tra bene e male. Tra giusto e sbagliato. Tra presente e passato».

Certe vite spezzate Don Winslow le racconta con impareggiabile maestria.

Don Winslow, L’ultimo colpo, traduzione di Alfredo Colitto, HarperCollins

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